Basta aspettare qualche ora per avere la prima « buona » notizia dell’anno. Secondo quando riportato dal Daily Telegraph, che avrebbe dato una guardatina ad un nuovo accordo Usa-Ue, le autorità statunitensi potrebbero ora farsi un altro bel po’ di fatti nostri.

Con il nuovo accordo, infatti, le autorità di Washington avrebbero ottenuto il permesso di poter curiosare nei conti correnti e nelle caselle mail dei viaggiatori europei diretti oltreatlantico. Giusto per far comprendere come questa decisione sia da ricondursi solo a fini “essenziali” esse potranno controllare ogni dato contenuto all’interno del conto corrente del viaggiatore e leggere ogni sua mail, infatti non si parla più solo di lotta contro il terrorismo, ma anche di lotta contro la criminalità. Molto più generico.

A parte che mi pare evidente come l’educazione negli Usa sia molto in crisi se non hanno insegnato che bisognerebbe farsi un minimo di fatti propri, diciamolo, qui si comincia ad aprire qualche nuovo, ulteriore, problema di privacy, di spionaggio industriale magari, di soppressione di libertà personali, non credete? Continuo a chiedermi se quando fanno (e ottengono) simili privililegi le autorità americane comprendano la disparità con cui trattano il resto del mondo e che in fondo è una delle maggiori cause di antiamericanismo (pensate che gli europei sono coloro che vengono trattati meglio).

Per la serie gli americani si credono furbi o sono pirla?

Comunquesia…

* Prima cosa che devo ricordarmi di fare: comprare di nuovo i biglietti in agenzia, non lasciando mail o numero di carta di credito.
* Seconda cosa che devo ricordarmi di fare: non andare negli Stati Uniti. Quando in tanti cominceranno a pensarla cosi credo questa non potranno più permettersi questa libertà. D’altronda la libertà di movimento fa business e non vorranno rimanerne tagliati fuori, no?

Per ora in Italia non ne parla nessuno. Speriamo nelle prossime ore…

Buona notizia numero due, davvero questa volta. Il 22 gennaio esce il nuovo cd dei Giardini di Miro, “Dividing opinions”, spero di riuscire a recuperarlo durante il salto a Roma per il BarcCamp. Sono tre anni e mezzo che aspetto il seguito di “Punk, not diet” che ascoltavo mentre girovagavo per Pisa durante i giorni del test per la Normale. Ricordo che si apri un ottimo periodo allora e spero che il nuovo cd faccia il suo lavoro come quello vecchio!

Comunque sia, al di là dei ricordi personali ve lo consiglio caldamente. Ottima musica. Pure italiana per giunta…

11 thoughts on “Buone notizie”

  1. Beh, ovvio, è che ormai questo comincio ad aver tendenza a darlo per scontato!!!

    Temo che le braghe le abbiano perse da qualche parte piuttosto che calarsele. Oppure lo fanno molto, molto spesso. Nonostante la stagione…

  2. Simone, io invece mi chiedo perchè delle persone che sono state mandate a difendere interessi, principi e libertà dei popoli europei si calino le braghe senza averne nulla in cambio… e se permetti la cosa mi preoccupa più del manager o dello studente che non rinunceranno al loro viaggio di affari e/o studio.

  3. Marco, dovremmo proprio puntare su chi, come me, si sposta per motivi di studio o per lavoro. Se i manager di colpo non andarssero più negli Usa e neppure i ricercatori credo l’accordo salterebbe in una mezz’oretta al massimo. Gli Usa vivono di chi viene dall’estero, sarebbe un gran brutto colpo per loro…

    Ma tanto non lo faremo mai tutti insieme, quindi vanno tranquilli!

  4. Carla non credo ci sia poi da stupirsi. Facendo una piccola riflessione sul diritto e riprendendo quanto detto qualche sera fa in sala da te potrei riproporre l’idea che: “il diritto non è altro che la prosecuzione della forza con altri mezzi”.

    Lasciando poi stare Clausewitz è ovvio che chi ha la forza per “fare” il diritto puo, qualora questo gli convenga, tirarsene anche fuori. E nel diritto internazionale le superpotenze lo hanno sempre fatto. Non c’è nessuna novità in questo.

    Beh, se fino a un centinaio di anni fa i diritti si calpestavano e basta almeno ora prima diciamo “non si fa” e poi li calpestiamo dopo. Abbiamo perlomeno guadagnato in ipocrisia. Mica nulla!!!

  5. Il quotidiano La Repubblica oggi dedica un’intera pagina alla questione (pag. 12), aggiungo che gli USA controllavano anche prima di firmare l’accordo, lo so per certo e anche “loro”, che mi leggono, sanno di cosa parlo.
    Sì, Simone, ci troviamo da qualche tempo di fronte alla soppressione delle libertà personali.
    Dalla dichiarazione universale dei diritti umani:

    Articolo 12
    Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesioni del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.

    Articolo 28
    Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati in questa Dichiarazione possano essere pienamente realizzati.

    per gli Stati Uniti il diritto internazionale non esiste.

  6. Certo che già controllano, ma che almeno facciano un po’ di fatica, che non sia io a dargli i mezzi e il permesso. Anzi, meno cose ho da nascondere meglio cerchero di nasconderle.

    Sarà che tengo un animo da bastian contrario!

    Più che altro bisogna cominciare a capire che il terrorismo è una scusa, mai visto qualcuno pagare il tritolo al supermercato con la carta di credito o scrivere agli amici quando andrà a farsi saltare via mail? Credo che neppure hacker e downloader usino granché la tecnologia per riferisi certe cose, mica stupidi. Loro.

    E’ proprio che qua questi vogliono farsi i fatti miei in maniera per me immotivata che mi infastidisce! E di certo non sto a dargli una mano.

    PerDiana!…Aggiungo

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