“Si courte que soit sa route, le marcheur solitaire est un instable qui passe d’un endroit à l’autre; poussé dans l’action par le désir et le manque, il avance avec le détachement du voyageur, libéré des liens qui retiennent le travailleur, l’autochtone, le membre d’un groupe”. Rebecca Solnit (2002). L’art de marcher, ActesSud
“Gli uomini politi di quelle nazioni si vergognano di fare il male come di comparire in una conversazione con una macchia sul vestito o con un panno logoro e lacero; si muovono a fare il bene per la stessa causa e con niente maggiore impulso e sentimento che a studiare esattamente e ad eseguir le [...]
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Un bel pezzo di Tommaso Pincio. Insieme a quello di Buffoni sul primo Alfabeta2 si scava probabilmente nel punto giusto per evitare di vedere i problemi “altrove” e cominciare ad accorgersi che sono qui, o forse che siamo noi. Discussione da riprendere…
In rares cases, of course, it may take great pains to establish a new complicated tertium comparationis to see a similarity (Newton discovering the similarity between the movement of the apple and of the heavenly bodies, Eliot discovering the similarity between cruelty and the growth of April flowers) but this hardly implies that the similarity [...]
C’è un problema quando si hanno rapporti con i poeti. Il problema deriva dal fatto che il poeta è una creatura patologicamente bisognosa di amore. Una creatura in subbuglio con cui non si può mantenere un’amicizia generica e blanda. Non si può aspettare che il poeta ci scriva, bisogna scrivergli, non bisogna aspettare che ci [...]









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